Il counseling e l’analisi esistenziale
Che cos’è l’analisi esistenziale?
L’analisi esistenziale si propone di indagare l’esistenza concreta dell’individuo, nella sua unicità ma anche in quanto inserito in uno specifico ambiente; cerca di chiarire il rapporto che intrattiene con se stesso, con gli altri, con il mondo, con il suo corpo.
L’esistenza viene esplorata a partire dalla finitezza e precarietà della condizione umana, dall’angoscia nella quale questa condizione si manifesta (specialmente in particolari periodi della vita), dalla possibilità come suo carattere fondamentale (che talvolta sembra spegnersi impedendo ogni progetto futuro), dalla scelta, conseguenza della possibilità, alla quale siamo chiamati quando dobbiamo decidere del cammino che la nostra vita deve intraprendere.
L’angoscia, in particolare, non è necessariamente e sempre sintomo di una patologia, ma molto spesso lo stato affettivo nel quale ci troviamo quando siamo posti di fronte alla perdita di senso del mondo in cui siamo cresciuti e ci siamo impegnati; quando, di fronte a questa crisi, ci scopriamo unici responsabili del nostro futuro.
L’analisi esistenziale si fonda sulle riflessioni di importanti filosofi, letterati, psichiatri e psicologi, come: Kierkegaard, Husserl, Heidegger, Jaspers, Boss, Binswanger, Sartre, Camus, Merleau-Ponty, Ricoeur, May, Frankl, Yalom e molti altri. Attinge a tutta la tradizione filosofica sin dalle sue origini, soprattutto quando si tratta da un lato di chiarire le visioni del mondo che sorreggono e ordinano i nostri comportamenti e dall’altro di proporre interpretazioni e pratiche diverse e alternative di vita.
Il counseling esistenziale, individuale, di coppia, di gruppo, non è una psicoterapia, e, pur riconoscendo i sintomi di una patologia, non si focalizza su di essi ma guarda alla persona nella sua interezza: non “cura” ma si “si prende cura” del suo essere-nel-mondo.
In quali situazioni può risultare particolarmente utile?
Quando ci si trova di fronte a:
- crisi di identità, soprattutto in particolari fasi di transizione;
- domande sul senso della propria vita;
- domande di carattere etico, religioso, educativo, dalle quali dipendono decisioni vitali;
- scelte difficili dalle quali dipende il nostro futuro;
- difficoltà di affrontare situazioni legate a morte, abbandono, perdita;
- rapporti problematici con gli altri (solitudine, isolamento, dipendenza, conflitto);
- sensazione di vivere una vita non autentica e non libera, vissuta a partire dalle aspettative di altri;
- difficoltà di mettersi in un rapporto costruttivo con il proprio passato, di vivere con pienezza il presente, di progettare il futuro;
- difficoltà ad affrontare situazioni-limite come la colpa, la lotta, il dolore, che producono una crisi ma possono diventare occasioni di autenticità;
- rapporto problematico con il proprio corpo (particolarmente in fasi di vita di transizione, come l’adolescenza e la vecchiaia) e la sua vulnerabilità.
